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Normativa F-gas 2027,cosa cambia per le pompe di calore

Immagine del redattore: Mario Grosso
Mario Grosso
28 ago
Tempo di lettura: 4 min

Cosa prevede la normativa F-gas 2027

Il riferimento europeo è il Regolamento UE 2024/573 sui gas fluorurati a effetto serra. La sua direzione è chiara: ridurre gradualmente l’impiego dei refrigeranti ad alto potenziale di riscaldamento globale, spesso indicato con la sigla GWP, dall’inglese Global Warming Potential. Dal 1° gennaio 2027, non potranno essere immessi sul mercato apparecchi che utilizzano gas fluorurati con GWP pari o superiore a 150. La norma riguarda l’immissione sul mercato del nuovo prodotto, non il semplice possesso di un impianto già installato. Chi ha un climatizzatore o una pompa di calore funzionante non deve rimuoverlo per effetto della scadenza del 2027. Questa distinzione è essenziale. Una normativa europea non trasforma automaticamente un apparecchio esistente in un impianto fuori legge, ma orienta con decisione gli acquisti futuri verso soluzioni con impatto climatico più basso.

Perché il refrigerante entra nella scelta della pompa di calore

Una pompa di calore trasferisce energia termica dall’aria, dal terreno o dall’acqua verso gli ambienti domestici e, in alcuni casi, verso l’acqua calda sanitaria. Il refrigerante è il fluido contenuto nel circuito chiuso che rende possibile questo scambio. Non è un dettaglio marginale: influisce sulla progettazione della macchina, sulle prestazioni, sulle distanze di installazione, sulle misure di sicurezza e sulla manutenzione. Per anni, molti impianti residenziali hanno utilizzato refrigeranti come R410A e R32. Quest’ultimo, pur avendo un impatto inferiore rispetto a soluzioni precedenti, ha un GWP superiore alla soglia di 150 prevista dal 2027. Per le nuove installazioni di quella categoria, quindi, non rappresenta la soluzione destinata a soddisfare il nuovo limite. Il mercato sta spostando l’offerta verso refrigeranti a GWP molto basso. Tra quelli più citati c’è il propano, R290, con GWP pari a 3. È una soluzione già diffusa in varie pompe di calore aria-acqua e in crescita anche in altri segmenti. Il vantaggio ambientale è evidente, ma richiede una progettazione accurata perché il propano è infiammabile.

Quali impianti sono coinvolti e quali no

La scadenza del 2027 viene spesso semplificata con l’espressione “stop ai condizionatori tradizionali”. È una formula utile per attirare attenzione, ma poco precisa. Le date e i limiti cambiano in base alla tipologia di apparecchio:per i sistemi aria-aria di piccola taglia (fino a 12 kW) il blocco principale è previsto dal 2029. Ci sono inoltre possibili deroghe legate a requisiti di sicurezza, quando alternative tecnicamente praticabili non sono disponibili. Non sono però una scorciatoia su cui basare la scelta di un impianto domestico: vanno verificate caso per caso dal produttore e dal progettista.Infatti le pompe di calore con gas R290 non sono installabili ovunque.

Cosa cambia per chi installa un impianto nel 2026 o nel 2027

Chi programma lavori nel breve periodo non deve rimandare l’intervento. Aspettare senza un motivo tecnico può significare continuare a sostenere consumi elevati, rinunciare al comfort estivo o mantenere una caldaia inefficiente più a lungo del necessario. Installare oggi un prodotto R32 è la decisione migliore. Se si tratta di una pompa di calore con refrigerante sopra la futura soglia, l’apparecchio potrà essere installato se legalmente immesso sul mercato prima della data applicabile. Intervenire però prima sull’involucro fa spesso la differenza. Un isolamento ad alte prestazioni,con materiali sottili come l’aerogel quando gli spazi sono limitati, riduce la potenza necessaria per riscaldare e raffrescare. Una pompa di calore più adatta al fabbisogno reale lavora meglio, consuma meno e offre un comfort più stabile.

La normativa F-gas 2027 e gli impianti ibridi

Un impianto ibrido combina normalmente una pompa di calore con una caldaia. Può essere una scelta sensata negli edifici in cui l’isolamento è ancora parziale, i terminali esistenti richiedono temperature elevate o non è conveniente eliminare subito il generatore a gas. Anche in questo caso, però, la componente in pompa di calore rientra nelle regole F-gas applicabili alla sua categoria. L’ibrido non aggira la normativa: consente piuttosto di affrontare una transizione graduale, facendo lavorare la pompa di calore quando è più efficiente e lasciando alla caldaia un ruolo di supporto nei picchi di richiesta. Con un impianto fotovoltaico, la logica può diventare ancora più vantaggiosa. L’energia prodotta nelle ore di sole può contribuire al funzionamento della pompa di calore, mentre un accumulo aiuta a valorizzare una quota maggiore dell’autoproduzione.

Tre verifiche prima di scegliere

Prima di firmare un preventivo, servono tre controlli decisivi . Il primo è identificare esattamente la tipologia di impianto: non basta parlare genericamente di “pompa di calore”. Il secondo è verificare refrigerante, GWP e documentazione del modello proposto. Il terzo è controllare che l’installazione sia affidata a operatori certificati, con dichiarazioni e registrazioni gestite correttamente. A queste verifiche va aggiunta l’analisi della casa. Metri quadrati e potenza nominale non bastano per dimensionare un sistema. Contano dispersioni, esposizione, infissi e isolamento. Una macchina sovradimensionata può accendersi e spegnersi troppo spesso; una sottodimensionata può faticare nei giorni più freddi e aumentare i consumi. AS Eudiaspora affronta questo percorso come un unico progetto: analisi energetica, scelta tecnologica, installazione tramite operatori qualificati e gestione delle pratiche. È il modo più concreto per trasformare una norma complessa in una decisione domestica chiara. La scadenza del 2027 non richiede allarmismo, ma merita attenzione. Se stai pianificando una ristrutturazione o vuoi sostituire un impianto datato,SCEGLI ADESSO UNA SOLUZIONE CON GAS R-32,più sicuro e meno infiammabile rispetto al R290.

 
 
 

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