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Efficienza di un pannello contro la grandine

23 ott
Tempo di lettura: 5 min

Aggiornamento: 5 giorni fa

Un temporale con chicchi di ghiaccio non mette alla prova soltanto il vetro del modulo: può incidere sulla produzione elettrica anche quando il danno non è subito visibile. Capire come si misura l’efficienza di un pannello fotovoltaico contro la grandine vuole dire conoscere la sua capacità di mantenere sicurezza e prestazioni dopo un impatto. Le domande giuste sono 2 “il pannello resiste?” e “dopo la grandine, continua a produrre come dovrebbe?”. La risposta dipende dalla qualità del modulo, dalle certificazioni, dalla posa in opera e da controlli tecnici eseguiti con strumenti adeguati.

Efficienza e resistenza: due misure diverse

L’efficienza di un modulo fotovoltaico è il rapporto tra la potenza elettrica prodotta e l’energia solare che raggiunge la sua superficie. Viene espressa in percentuale e misurata in condizioni standard di prova: irraggiamento di 1.000 W/m², temperatura di cella di 25 °C e spettro solare AM1.5. Un pannello con efficienza del 22% trasforma in elettricità circa il 22% dell’energia luminosa ricevuta nelle condizioni di laboratorio. Nella vita reale, però, la resa varia con temperatura esterna, orientamento, ombreggiamenti, sporco, ventilazione e stato dell’impianto. La grandine non modifica automaticamente l’efficienza dichiarata in scheda tecnica. Può però provocare microfratture nelle celle, danni ai collegamenti interni o compromissioni del laminato che riducono la potenza nel tempo. Ecco perché la tenuta agli impatti va valutata come capacità di preservare la produzione, non come un singolo valore percentuale.

Come si misura l’efficienza di un pannello fotovoltaico contro la grandine

La verifica completa combina prove di laboratorio e controlli sul campo. Prima dell’installazione, si analizzano certificazioni e caratteristiche costruttive. Dopo una grandinata importante, si confrontano invece la produzione effettiva e lo stato elettrico del modulo con i valori attesi.

Il test di impatto con sfere di ghiaccio

Uno dei riferimenti più diffusi è la norma IEC 61215, impiegata per qualificare le prestazioni dei moduli fotovoltaici. La prova di grandine standard prevede l’impatto di sfere di ghiaccio di circa 25 mm di diametro, lanciate a una velocità prossima a 23 m/s, pari a circa 83 km/h, in punti definiti della superficie del pannello. Dopo l’impatto, il modulo non deve presentare danni tali da compromettere isolamento elettrico, sicurezza o funzionalità. È una certificazione utile perché attesta che il prodotto ha superato una prova ripetibile e riconosciuta. Non significa, però, che sia indistruttibile di fronte a qualunque fenomeno atmosferico. In alcune zone possono verificarsi chicchi più grandi, irregolari o spinti da vento molto forte. Per immobili collocati in aree esposte a eventi grandinigeni frequenti, conviene valutare moduli progettati per resistere a sollecitazioni superiori rispetto al minimo previsto dal test standard. In questo caso, la documentazione del produttore deve indicare con chiarezza prova eseguita, diametro del ghiaccio e velocità d’impatto.

Per renderli più comprensibili:

Diametro grandine

25 mm circa una moneta da 2 euro (grandine già importante)

30 mm poco più di un tappo di bottiglia (grandine severa)

35 mm poco meno di una pallina da ping pong (grandine molto intensa)

40 mm circa una pallina da ping pong (grandine molto severa)

50 mm più grande di una pallina da golf (evento davvero importante)

Velocità in scheda

23 m/s circa 83 km/h come un impatto paragonabile alla velocità di un’auto su strada extraurbana

23,9 m/s circa 86 km/h valore tipico associato alla classe HW3

27 m/s circa 97 km/h quasi 100 km/h

27,5 m/s circa 99 km/h valore associato alla classe HW4

L’ispezione visiva è il primo controllo, non l’ultimo

Dopo una grandinata, crepe nel vetro, cornici deformate, sigillature sollevate o infiltrazioni sono segnali che richiedono un intervento tecnico. Tuttavia, un pannello apparentemente integro può nascondere danni interni alle celle. Le microfratture sono particolarmente insidiose: all’inizio possono non produrre una perdita evidente, ma con cicli di caldo, freddo e umidità possono allargarsi. Una cella danneggiata ostacola il passaggio della corrente e può diventare una fonte di perdita produttiva o di surriscaldamento localizzato. Per questo non è consigliabile salire sul tetto o toccare i moduli dopo un evento intenso. Il controllo deve essere eseguito in sicurezza da personale qualificato, verificando anche cavi, connettori, struttura di fissaggio e inverter.

Elettroluminescenza: vedere ciò che il vetro nasconde

L’elettroluminescenza, spesso indicata con la sigla EL, è uno dei controlli più affidabili per rilevare microcricche e difetti invisibili. Il modulo viene alimentato elettricamente e ripreso con una speciale fotocamera: le celle sane emettono luce in modo uniforme, mentre fratture, zone inattive o collegamenti difettosi appaiono più scuri. Questo esame è molto utile per capire se una grandinata ha danneggiato il cuore del pannello. È consigliabile soprattutto quando la produzione cala senza una causa apparente o quando l’impianto è esposto in una zona con episodi di grandine severa.

Curva I-V e confronto della potenza

Per misurare l’effetto del danno sulla resa si utilizza anche la curva corrente-tensione, chiamata curva I-V. Lo strumento registra il comportamento elettrico del modulo o della stringa e permette di calcolare la potenza massima effettivamente erogabile. Il dato rilevato va confrontato con la potenza nominale del modulo, tenendo conto delle condizioni reali di irraggiamento e temperatura. Un confronto diretto tra una giornata fredda e soleggiata e una calda con cielo velato, per esempio, sarebbe poco attendibile. Un tecnico corregge i valori o esegue la misura in condizioni controllate proprio per distinguere un danno da una normale oscillazione produttiva. Anche i dati di monitoraggio dell’inverter sono preziosi. Se una stringa produce stabilmente meno delle altre, a parità di esposizione e numero di moduli, può esserci un problema elettrico. Il monitoraggio non individua da solo la causa, ma consente di intervenire prima che una perdita limitata diventi un costo persistente in bolletta.

Quali caratteristiche valutare prima dell’acquisto

La protezione dalla grandine inizia dalla scelta del sistema, non dopo il temporale. Il vetro temprato, lo spessore del laminato, la qualità dell’incapsulante, la cornice e la struttura di supporto contribuiscono tutti alla resistenza complessiva. Conta anche il progetto. Un fissaggio corretto evita flessioni e vibrazioni eccessive del modulo durante vento e pioggia. La disposizione delle file deve favorire il deflusso dell’acqua e rendere accessibili i componenti per manutenzione e verifiche. Un impianto ben dimensionato non punta solo al maggior numero possibile di pannelli: cerca il miglior equilibrio tra produzione, sicurezza, durata e integrazione con l’abitazione.

Dopo una grandinata: cosa fare senza perdere produzione

Se non sono visibili danni e il monitoraggio resta regolare, è comunque utile annotare data e intensità dell’evento e confrontare l’andamento produttivo nelle settimane successive. Se invece si notano vetri lesionati, anomalie nell’inverter, cali di resa o messaggi di errore, l’impianto va verificato senza improvvisazioni. La sequenza più efficace è semplice: mettere in sicurezza l’area, documentare visivamente il fenomeno da terra, controllare i dati di produzione e richiedere un sopralluogo tecnico. L’ispezione potrà includere test di isolamento, analisi termografica, elettroluminescenza e misura della curva I-V, in base ai segnali riscontrati. Non tutti i moduli con segni superficiali devono essere sostituiti, e non tutte le microfratture producono un calo immediato. Dipende dall’estensione del danno, dalla posizione delle celle coinvolte, dall’età dell’impianto e dalle condizioni della garanzia. Proprio per questo una diagnosi strumentale è più utile di una valutazione basata sul solo aspetto esterno. Un impianto fotovoltaico deve continuare a essere un alleato per il comfort e per il risparmio, anche quando il meteo cambia. Scegliere componenti certificati, un’installazione accurata e un monitoraggio leggibile trasforma un evento atmosferico in una verifica gestibile, non in un’incognita per la casa. AS Eudiaspora ha scelto di avviare una produzione di pannelli fotovoltaico con un ottimo rapporto qualità prezzo. Resistono a sfere di ferro grandi 4cm ad una velocità di 86km/h, hanno un peso di 23kg per rendere il lavoro dell'installatore più semplice e non aumentano troppo il carico sul tetto di casa.Ha scelto un compromesso che permetta a tutti i clienti di effettuare il proprio "investimento energetico" in piena sicurezza senza gravare troppo sul bilancio familiare. Ancora una volta l'azienda democratizza l'accesso alle nuove tecnologie rinnovabili per renderle fruibili a tutti.

 
 
 

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