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Come dichiarare correttamente i cicli delle batterie

Immagine del redattore: Mario Grosso
Mario Grosso
28 ago
Tempo di lettura: 4 min

Un accumulo dichiarato da 6.000 cicli può essere un ottimo investimento oppure un dato poco utile. La differenza non è nel numero in sé, ma nelle condizioni che lo accompagnano. Capire come è corretto dichiarare i cicli per le batterie aiuta a confrontare soluzioni diverse senza fermarsi a una promessa commerciale e a scegliere un sistema davvero adatto ai consumi di casa. Per chi installa fotovoltaico con accumulo, i cicli incidono sulla durata attesa della batteria, sul valore dell’investimento e sulla capacità di ridurre i prelievi dalla rete nel tempo. Ma un ciclo non è semplicemente una ricarica: è una misura che va letta insieme a profondità di scarica, potenza utilizzata, temperatura e capacità residua garantita.

Che cos’è un ciclo di batteria

In termini semplici, un ciclo corrisponde all’uso complessivo dell’energia disponibile nella batteria. Non deve necessariamente avvenire in una sola scarica. Se una batteria viene scaricata al 50% e poi ricaricata, ripetendo la stessa operazione due volte, ha completato un ciclo equivalente. Questo chiarimento è utile perché un impianto domestico raramente lavora con scariche identiche ogni giorno. In estate può accumulare molta energia solare e scaricarla la sera; in inverno può essere utilizzato meno o, al contrario, sostenere una maggiore quota dei consumi serali. Il conteggio corretto considera quindi i cicli equivalenti completi, non soltanto il numero di avvii della ricarica. Quando un produttore dichiara, per esempio, 6.000 cicli, sta indicando quante volte la batteria può erogare una quantità di energia pari alla propria capacità nominale prima di raggiungere una soglia di degrado definita. Senza conoscere quella soglia e il metodo di prova, però, il dato resta incompleto.

Come dichiarare correttamente i cicli delle batterie

Una dichiarazione trasparente deve riportare il numero di cicli insieme alle condizioni in cui è stato misurato. È questo il punto che permette a proprietari di casa, progettisti e installatori di confrontare tecnologie differenti in modo concreto.

Profondità di scarica: il dato che cambia tutto

La profondità di scarica, spesso indicata come DoD dall’espressione inglese Depth of Discharge, esprime quanta energia della batteria viene utilizzata in ogni ciclo. Un DoD del 100% significa usare tutta l’energia disponibile; un DoD dell’80% significa utilizzarne quattro quinti.

Una batteria può dichiarare molti cicli a DoD ridotto e un numero inferiore a DoD elevato. Non è scorretto, purché sia spiegato chiaramente. Il dato più utile per un impianto residenziale è quello riferito a un utilizzo realistico, coerente con i limiti impostati dal sistema di gestione della batteria.

Va inoltre distinta la capacità nominale dalla capacità effettivamente utilizzabile. Una batteria da 10 kWh non viene sempre scaricata fino a zero: una parte dell’energia può essere mantenuta come riserva per proteggere le celle e allungarne la vita operativa. Per il cliente conta sapere quanti kWh può usare ogni giorno, non soltanto il valore nominale riportato in scheda.

Capacità residua a fine vita

Dire che una batteria dura 6.000 cicli non significa che, al ciclo 6.001, smette di funzionare. Significa normalmente che, dopo quel numero di cicli, conserva una percentuale della capacità iniziale. Questa percentuale viene indicata come State of Health, o SOH.

Temperatura, potenza e condizioni di prova

Le batterie non invecchiano tutte allo stesso modo in ogni ambiente. Temperature elevate, freddo intenso e cicli di carica o scarica molto rapidi possono accelerare il degrado. Anche la potenza conta. Utilizzare una batteria lentamente per coprire i consumi serali di illuminazione, elettrodomestici e climatizzazione è diverso dal richiedere ripetutamente picchi elevati. Il rapporto tra potenza e capacità, espresso spesso come C-rate, descrive proprio questa intensità di utilizzo.

Cicli e kWh erogati

Per valutare un accumulo non basta confrontare il numero di cicli. Serve verificare anche l’energia totale che il produttore garantisce di poter erogare nel corso della vita del prodotto, spesso espressa in kWh o MWh.

Un confronto corretto considera quindi tre elementi distinti:

  • cicli dichiarati e relativa profondità di scarica;

  • capacità residua garantita al termine dei cicli;

  • energia complessiva erogabile durante la vita utile.

Questi dati permettono di passare da una promessa a una valutazione economica concreta. Se si conosce l’energia effettivamente disponibile e il numero di anni di utilizzo atteso, è più semplice stimare quanta energia solare potrà essere autoconsumata invece di essere acquistata dalla rete.

Batterie al sodio: come leggere il dato sui cicli

Le batterie agli ioni di sodio stanno guadagnando attenzione nel residenziale per la disponibilità delle materie prime, il profilo di sostenibilità e l’interessante comportamento in termini di sicurezza e durata. Anche in questo caso, però, dichiarare un elevato numero di cicli richiede precisione. Un dato come 6.000 cicli va accompagnato da DoD, capacità residua e condizioni di esercizio.

AS Eudiaspora dichiara 6000 cicli testati con 230 giorni di prove di laboratorio al 90% di scarica.Le batterie hanno raggiunto anche il 94% ma la perdita di cicli era troppo elevata e non giustificava questo decremento di vita. Normalmente il dato dichiarato dai produttori di batterie al litio è misurato con DoD all'80%,il che rapportato alle batterie al sodio equivarrebbe a dire circa una metà dei cicli dichiarati.Infatti il degrado che c'è tra l'80% e il 90% è molto alto per certe chimiche.

Per una famiglia, il vantaggio di una tecnologia riciclabile fino al 95% non è soltanto ambientale. Significa orientare l’investimento verso un sistema che considera l’intero ciclo di vita, dalla produzione all’uso fino alla gestione finale dei materiali.

Le domande da porre prima di scegliere

Prima di confrontare due preventivi, vale la pena chiedere quale sia la capacità realmente utilizzabile, a quale DoD siano riferiti i cicli, quale SOH sia previsto a fine garanzia e quanti kWh complessivi il sistema possa erogare. Un interlocutore competente non risponde con un solo numero. Spiega il funzionamento dell’accumulo nel contesto della casa, definisce un dimensionamento realistico e rende chiari i vincoli della garanzia. AS Eudiaspora affronta questa valutazione insieme al progetto fotovoltaico e ai consumi dell’abitazione, perché una batteria efficace è quella che lavora bene ogni giorno, non quella che mostra il dato più alto in una tabella.

 
 
 

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